L’arte di fare la differenza _ II edizione 2013/2014

TRA CONTINUITA’ E INNOVAZIONE

La seconda edizione del progetto partecipato L’arte di fare la differenza – Arte relazionale: pensieri, percorsi, opere e luoghi delle interconnessioni con la contemporaneità artistica e sociale nasce con l’obiettivo di promuovere e sostenere giovani talenti artistici – artiste/i emergenti e artiste/i outsider (persone in situazione di disagio sociale, relazionale o psico-fisico) – e implementare l’impegno del Museo di Antropologia ed Etnografia dell’Università degli Studi di Torino in materia di accessibilità e mediazione culturale attraverso la valorizzazione dei patrimoni: le sue collezioni sono assunte come pretesti, “luoghi” e strumenti per (far) riflettere sulle dinamiche di inclusione ed esclusione sociale e culturale, attualmente in corso nella società, attraverso i linguaggi dell’arte.

AFD 2013/2014 si pone in un rapporto di continuità generativa e “cumulativa” con il progetto L’arte di fare la differenza 2012 : trasferibilità e replicabilità di metodo, strumenti, contenuti e risultati di AFD 2012 consentono ad AFD 2013/2014 di rinnovarsi implementando i punti di forza e trasformando in risorse le criticità emerse nella precedente edizione.

AFD 2013/2014  è anche una riflessione sul ruolo della creatività contemporanea, che affronta, per mezzo di un approccio intersettoriale e interdisciplinare, i temi della diversità e dell’esclusione socioculturali. L’interconnessione tra problematiche sociali, creatività e produzione artistica, mediazione dell’arte e una prospettiva che mette in relazione storia dell’arte, antropologia fisica e culturale/museale, pedagogia sociale consentono dunque di indagare: l’arte e la creatività quali strumenti di (auto)rappresentazione di differenze culturali e input di empowerment culturale in situazioni di disagio sociale, relazionale o psicofisico; il patrimonio culturale quale bene di cittadinanza, generatore di benessere individuale e sociale; l’accessibilità fisica e culturale tramite azioni partecipative di (ri)appropriazione e interpretazione artistica che avvicinino un pubblico difficilmente coinvolto dall’arte contemporanea attraverso un iter che integri creatività contemporanea, coesione sociale e contrasto alla marginalità.

AFD 2013/2014 è in sintesi: 1 laboratorio di formazione interdisciplinare; 3 opere condivise e co-autoriali; 1 mostra di arte relazionale (con correlate attività di mediazione dell’arte e laboratori rivolti alla cittadinanza, visite guidate alla mostra e incontri con gli artisti e i curatori del progetto); 1 convegno internazionale; 1 workshop.

Durante lo svolgimento del LABORATORIO INTERDISCIPLINARE, che si è protratto da ottobre a dicembre 2013, sono state coinvolte le seguenti istituzioni:

• Laboratorio “La Galleria” – Circoscrizione 8 / Città di Torino
• Galleria Rizomi_Art Brut
Munlab – Ecomuseo dell’argilla (Cambiano, Torino)
• Promotrice delle Belle Arti – Kermesse internazionale “Arte Plurale” (Torino, 27 novembre – 7 dicembre 2013

LA MOSTRA presso Palazzo Barolo presenterà le opere co-autoriali dei sei artisti
15 maggio – 8 giugno 2014 | inaugurazione 14 maggio 2014 ore 18

IL CONVEGNO INTERNAZIONALE e il WORKSHOP (26 e 27 maggio 2014) – che avranno luogo rispettivamente presso Palazzo Barolo e il PAV, Parco Arte Vivente – Centro Arte Contemporanea di Torino – riuniranno gli attori di progetto, gli esperti, i decisori politici e gli amministratori delle istituzioni locali coinvolte, al fine di restituire i risultati del progetto mettendolo in relazione con la più ampia comunità di pratiche dell’arte partecipativa e relazionale, gettando le basi per un futuro sviluppo europeo (a partire dall’autunno 2014). La due giorni mira dunque a:

> costituire un’importante occasione di dialogo intersettoriale e interdisciplinare sulle tematiche della creatività giovanile, della produzione artistica irregolare e relazionale, dell’inclusione, della valorizzazione dei patrimoni, della cittadinanza attiva e del diritto alla cultura, della mediazione interculturale

> interpellare la rete di operatori e amministratori che possano implementare o progettare altre iniziative sul territorio e/o in ambito europeo volte alla promozione e all’accesso della cultura per tutti e alla valorizzazione delle diversità;

> sollecitare la riflessione sul ruolo e sulla responsabilità sociale dell’arte all’interno dello spazio urbano, inteso come “comunità sociale” allargata, quale elemento di integrazione della cultura e strumento capace di connettere le differenze attraverso lo scambio condiviso;

> disseminare strategie creative collaborative, riflessive e autorappresentative che, nel loro rapportarsi ai diversi territori urbani e alla pluralità di soggettività culturali che li abitano, dimostrino un impatto sulle politiche culturali locali e siano trasferibili in altri contesti, nazionali e internazionali;

> presentare e discutere gli elementi di replicabilità e trasferibilità delle buone pratiche al fine di realizzare o aderire ad un network nazionale e internazionale che assicuri futura sostenibilità al progetto e al partenariato in un’ottica di implementazione europea.

SOGGETTI COINVOLTI _ RETE DI PROGETTO e REFERENTI
• Ideazione e coordinamento scientifico: Anna Maria Pecci
• Ente promotore: Associazione culturale Arteco (con funzione di curatela del progetto): Fabio Cafagna, Erika Cristina, Annalisa Pellino, Beatrice Zanelli
• Museo di Antropologia ed Etnografia dell’Università degli Studi di Torino – Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi: Gianluigi Mangiapane;
• Città di Torino, Direzione Centrale Servizi Sociali e Rapporti con le Aziende Sanitarie Servizio Disabili – Arte Plurale/Tea Taramino;
• InGenio/ Patrizia Ventresca; Motore di Ricerca/Comunità attiva/ Chiara Gorzegno; Servizio Adulti in Difficoltà/ Ivo Martin (documentazione fotografica)
Claudio Malpede (video), Torino

ARTISTI SELEZIONATI
Laura Biella, Gaetano Carusotto, Lia Cecchin, Corina Cohal, Ernesto Leveque, Maya Quattropani con l’assistenza di Giuliana Atzori, Vincenzo Bodinizzo, Elena Deorsola, Margherita Galleazzo, Anna Maria Segreto, Tea Taramino

ENTI FINANZIATORI
Compagnia di San Paolo | Fondazione Alta Mane Italia | Comune di Torino / Bando “Da giovane a giovane”

PARTNER e SPONSOR
Museo di Antropologia ed Etnografia – Università degli Studi di Torino
Città di Torino – Direzione Centrale Politiche Sociali e Rapporti con le Aziende Sanitarie
PAV, Parco Arte Vivente – Centro Arte Contemporanea Torino
Fondazione Opera Barolo

Link e info
il sito | il blog | gli atti del convegno | la pagina FB

Progetto grafico: Roberto Necco / Elyron
Ufficio stampa: Emanuela Bernascone



Dicono di noi…

Somiglianze e divergenze con il passato, pezzi di vita in parole e immagini, nuovi codici con cui leggere il mondo. Le opere in mostra a Palazzo Barolo sono ispirate da manufatti museali, gli artisti sono giovani e outsider che hanno lavorato in coppia… Anna d’Agostino, Differenti oppure no i giovani talenti lavorano in coppia, in La Repubblica – Torino, in edicola il 15 maggio 2014

La produzione di manufatti artistici e culturali è la più antica forma di comunicazione umana, l’espressione primigenia dell’unicità di ogni individuo e gruppo sociale. Tali oggetti, spesso, sono la chiave per conoscere popoli primitivi e inclinazioni ignote della psiche. Quest’attitudine è alla base delle opere della II edizione di L’Arte di Fare la Differenza, esposte a Palazzo Barolo. Jenny Dogliani, Viva la Differenza, in La Stampa – Torino Sette, in edicola il 9 maggio 2014

Davvero un progetto stimolante, curato da Anna Maria Pecci in collaborazione con l’Associazione Arteco, che ci permette di ragionare sul significato e sul compito, a maggior ragione in questa epoca storica, dell’arte e del fare arte: continuare a porci domande e, attraverso queste, cercare di entrare in dialogo, di stimolare e di farsi stimolare da chi è “altro” da noi. Emanuele Bussolino, L’arte, quella che fa la differenza, in mostra a Palazzo Barolo, in Moleventiquattro, online maggio 2014

Patrimonio, arte, cultura, relazione, inclusione sociale, cambiamento e rapporti internazionali sono alcune fra le parole chiave del progetto L’arte di Fare la Differenza che – attraverso gli strumenti e le metodologie dell’arte contemporanea, dell’antropologia, della storia e dell’educazione all’arte – si propone di sostenere e promuovere la creatività giovanile avviando una riflessione sull’Arte Outsider, sull’Arte Contemporanea e sui rapporti che intercorrono tra queste differenti visioni con il patrimonio culturale cittadino, in particolare quello sommerso e poco visibile. […] L’Arte di Fare la Differenza è un processo di mediazione inclusiva e di valorizzazione del patrimonio cittadino storico, contemporaneo e potenziale. Tea Taramino, Fare la differenza con l’arte, in Il Giornale dell’Arte, online maggio 2014

Photo Credits immagine di copertina©Maya Quattropani

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