present_continuous

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Schuld | Ryts Monet (Enrico De Napoli)
A cura di ARTECO (Beatrice Zanelli)
Palazzo Frichignono | via San Dalmazzo 7, Torino

Apertura mostra | 26 ottobre – 2 novembre 2019
Orari di apertura su prenotazione:
– sabato 26 ottobre dalle 10 alle 13
– domenica 27 ottobre dalle 15 alle 19
– lunedì 28 ottobre dalle 17 alle 19
– sabato 2 novembre dalle 10 alle 13

Per prenotazioni:
stampa.arteco@gmail.com
333 2305927
Ingresso gratuito

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Nella settimana dedicata alle arti contemporanee, ARTECO è lieta di annunciare l’apertura di Schuld, mostra personale di Ryts Monet (Enrico De Napoli, Bari 1982) e fase conclusiva della residenza present_continuous, concepita come dispositivo per attivare una riflessione a partire da un fondo di incisioni conservato presso la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino. Un nucleo di eccellenza, ordinato in album negli anni sessanta dell’Ottocento dall’eclettico collezionista e conoscitore piemontese Giovanni Volpato.

Dalle stesse incisioni – punto di partenza dell’artista per produrre le opere in mostra – è stato tratto il ciclo di affreschi, attribuito a maestranze locali seicentesche, di Palazzo Frichignono, storica dimora privata nel centro di Torino in cui avrà luogo la mostra. Un’occasione unica per scoprire un luogo privato, solitamente chiuso al pubblico, che rappresenta inoltre un frammento rilevante della storia della Resistenza torinese. Il palazzo, adibito nel Novecento ad albergo Canelli, divenne durante la guerra luogo di incontro per il Comitato di Liberazione Nazionale.

Non è un caso che la ricerca di Ryts Monet, dedicata all’indagine del rapporto che l’uomo contemporaneo intreccia con il vasto panorama della produzione di immagini, delle iconografie del potere, dei miti dell’identità e della realizzazione personale sollecitati dal sistema consumista, si presenti in queste inedite sale.

A partire dalla riflessione sul periodo storico pre-unificazione italiana, nel quale la collezione di incisioni della Nazionale assumeva la forma odierna, Ryts Monet presenta una serie di opere dedicate all’osservazione dell’impiego della classicità come metafora universale da parte dell’economia capitalista e del potere occidentale, ma anche nel suo farsi dispositivo vantaggioso alla costruzione identitaria europea.

I parallelo alla mostra vedrà luce la pubblicazione che raccoglie l’intero progetto: Present Archives. Riflessioni a partire da un fondo di stampe, edita da A+Mbookstore e VIAINDUSTRIAE publishing, a cura di ARTECO e presentata da FLAT 2019.

A metà novembre 2019, in una diversa sede site-specific, verrà presentato Ahimè [a tre voci], opera video di Alessandra Messali, altra artista coinvolta nel progetto.

Ryts Monet (Enrico De Napoli – Bari, 1982) vive e lavora a Vienna si è laureato in arti visive allo IUAV di Venezia. Ha partecipato a diverse residenze artistiche in Italia e all’estero tra le quali: FAR presso la Fondazione Antonio Ratti, Como (2016); RAVI, Residences Ateliers Vivegnis International, Liège (2016); BijlmAir resindecy presso CBK, Flat e Stedelijk Museum Bureau, Amsterdam (2015); Institute of Contemporary Art and International Cultural Exchange, Tokyo Wonder Site, Tokyo (2013); Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia (2012). Ha partecipato a numerose mostre in Italia e all’estero presso musei e spazi espositivi, tra cui: 6. MOSCOW INTERNATIONAL BIENNALE FOR YOUNG ART, Mosca (2018), MEDITERRANEA 18, YOUNG ARTIST BIENNALE, Tirana (2017), Kunsthaus Graz (2016); Stedelijk Museum Bureau, Amsterdam (2015); PAN, Palazzo delle Arti di Napoli (2013); 15th Tallinn Print Triennial presso KUMU Art Museum. Nel 2014 ha presentato la mostra personale Sisters in Giappone, presso Gallery Coexist-Tokyo, con il supporto dell’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo e Movin’Up. Dal 2015 collabora con la Galleria Michela Rizzo di Venezia (rytsmonet.eu).


Martedì 2 luglio 2019, h. 18.30
Il mito della patria. Dialoghi present continuous
Ryts Monet (Enrico De Napoli) in dialogo con Giulia Trojano
e
Giovedì 4 luglio 2019, h. 18.30
Archivio come corpo biologico. Dialoghi present continuous
Alessandra Messali in dialogo con Davide Dal Sasso
Cripta747
Via Quittengo 41b, Torino

Torino – martedì 2 luglio e giovedì 4 luglio alle ore 18.30 ospitati da Cripta747, avranno luogo due nuovi appuntamenti nell’ambito del progetto present continuous a cura di ARTECO. Sotto forma di dialogo gli artisti Ryts Monet (Enrico De Napoli) e Alessandra Messali – selezionati tramite open call in una prima residenza dedicata alla rilettura e attualizzazione, attraverso i linguaggi artistici contemporanei, del patrimonio di incisioni conservato presso la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino – racconteranno il work in progress della loro ricerca.

Per approfondire alcune tematiche che andranno a sedimentare nella produzione delle opere che saranno presentate nell’autunno 2019, sono stati invitati due ospiti d’eccellenza.

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Martedì 2 luglio alle 18.30 Ryts Monet (Enrico De Napoli) dialogherà con Giulia Trojano affrontando il tema del mito della patria. Ryts Monet in questi mesi ha approfondito il periodo storico in cui il fondo di incisioni della Biblioteca Nazionale è stato assemblato, gli anni Sessanta dell’Ottocento, momento in cui nasceva l’identità nazionale. Riportando quei sentimenti in chiave contemporanea, qual è l’eredità che abbiamo ricevuto? La crisi dell’unità europea, letta in chiave economica, era prevedibile e dove ci sta portando?

Ryts Monet (Enrico De Napoli – Bari, 1982) vive e lavora a Vienna si è laureato in arti visive allo IUAV di Venezia. Ha partecipato a diverse residenze artistiche in Italia e all’estero tra le quali: FAR presso la Fondazione Antonio Ratti, Como (2016); RAVI, Residences Ateliers Vivegnis International, Liège (2016); BijlmAir resindecy presso CBK, Flat e Stedelijk Museum Bureau, Amsterdam (2015); Institute of Contemporary Art and International Cultural Exchange, Tokyo Wonder Site, Tokyo (2013); Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia (2012). Ha partecipato a numerose mostre in Italia e all’estero presso musei e spazi espositivi, tra cui: 6. MOSCOW INTERNATIONAL BIENNALE FOR YOUNG ART, Mosca (2018), MEDITERRANEA 18, YOUNG ARTIST BIENNALE, Tirana (2017), Kunsthaus Graz (2016); Stedelijk Museum Bureau, Amsterdam (2015); PAN, Palazzo delle Arti di Napoli (2013); 15th Tallinn Print Triennial presso KUMU Art Museum. Nel 2014 ha presentato la mostra personale Sisters in Giappone, presso Gallery Coexist-Tokyo, con il supporto dell’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo e Movin’Up. Dal 2015 collabora con la Galleria Michela Rizzo di Venezia (rytsmonet.eu).

Giulia Trojano lavora come trainee solicitor (a breve solicitor) per lo studio legale internazionale Withers. Si occupa in particolare di diritto dell’arte – sia nel ramo del contenzioso che nella sfera dell’arbitrato. È particolarmente interessata a far progredire il discorso giuridico e politico attraverso uno studio approfondito delle forme d’arte contemporanea e sperimentale. Recentemente ha scritto per Roman Road Journal (Creative AIs and Law), Kabul Magazine e ATP Diary.  Scrive regolarmente per la rivista FAD Magazine ed è vice-editrice della rivista Art of Conversation, recentemente lanciata sul mercato. Giulia si è laureata alla London School of Economics con un LLB in Giurisprudenza e ha vissuto a Roma, Vienna e Milano (giulia-tc.com).

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Giovedì 4 luglio alle 18.30 Alessandra Messali dialogherà con Davide Dal Sasso per attivare una riflessione sulla transitorietà propria di alcune pratiche, sull’archivio come corpo biologico e sul nostro rapporto con i beni materiali, il tempo e la narrazione (storica e meta-storica). La ricerca di Messali, nell’ambito del progetto, si è soffermata sull’analisi della casualità e discontinuità della fortuna del patrimonio storico artistico, la cui sopravvivenza è subordinata alla continua trasformazione dei paradigmi di lettura e dei relativi sistemi di ricezione.

Alessandra Messali (Brescia, 1985) vive e lavora a Venezia. Dopo essersi diplomata presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, si laurea in Progettazione e Produzione delle Arti Visive presso lo IUAV di Venezia, dove dal 2012 collabora alla didattica con l’artista Antoni Muntadas. Il suo lavoro è stato presentato in istituzioni e festival quali il Museo della Specola di Bologna (Bologna, IT), l’Assam State Museum (Guwahati, IND), Fundación Botin (Santander, SP), Tram Diogene (Torino, IT), Museo d’Arte Contemporanea di Lissone (Lissone, IT), Galleria Comunale d’Arte Contemporanea Monfalcone (Monfalcone, IT), Fondazione Bevilacqua la Masa (Venezia, IT) e FILMAKER DOC 14, Spazio Oberdan (Milano, IT).

Davide Dal Sasso è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università di Torino. Le sue ricerche vertono sul rapporto tra filosofia, estetica e arte contemporanea con un particolare interesse per le questioni riguardanti il concettualismo e il ruolo delle pratiche nelle arti. È membro di Labont – Center for Ontology, Università di Torino, ed è ideatore e curatore di Dialoghi di Estetica, rubrica di filosofia e arte pubblicata sulla rivista Artribune. Ha curato la nuova edizione di Ermanno Migliorini, Conceptual Art (Mimesis, 2014) ed è l’autore di Nel segno dell’essenziale. L’arte dopo il concettualismo (in uscita, Rosenberg & Sellier 2019).

CRIPTA747 è un’organizzazione non-profit per l’arte nata a Torino nel 2008, un luogo di ricerca, scambio e produzione, dove le pratiche artistiche si confrontano con il dibattito in corso. Attraverso un programma di mostre, screening ed eventi, CRIPTA747 indaga nuove forme e linguaggi per restituire al pubblico una visione autentica e inedita. Dal 2017 sono inoltre attivi due programmi dedicati alla mobilità: fellowship, per il supporto agli artisti attraverso borse di ricerca, e Studio, programma di studi in condivisione per il sostegno alla produzione.


Present Archives. Riflessioni a partire da un fondo di stampe
venerdì 22 febbraio 2019 (h. 9.30 – 17.00)
CAMERA. Centro Italiano per la Fotografia

In un momento storico in cui lo sviluppo massivo della circolazione e diffusione delle immagini e della cultura popolare si pone in linea alla sempre più diffusa mercificazione del patrimonio culturale, Present Archives. Riflessioni a partire da un fondo di stampe intende riportare l’attenzione su un’eredità quanto mai attuale. Si affronteranno tematiche legate alle collezioni, dalla raccolta e riordino alla valorizzazione e digitalizzazione, dalla continua trasformazione della ricezione dello stesso patrimonio alle pratiche contemporanee di attualizzazione di narrazioni e significati. La giornata di studi nasce nell’ambito del progetto triennale present continuous legato alla valorizzazione dei beni culturali attraverso la ricerca e la produzione artistica contemporanea. Tale connessione è ritenuta strategica quale strumento utile a mettere in luce la permanenza dell’antico nel presente da intendersi non come deposito passivo della memoria storica, ma come strumento vivo di cittadinanza.

Di seguito il PROGRAMMA (scaricabile anche QUI)

h.10.00 Il censimento delle collezioni e degli archivi fotografici in Italia (Barbara Bergaglio, Archives CAMERA. Centro Italiano per la Fotografia, Torino)

h. 10.15 INTRODUZIONE
(Beatrice Zanelli, ARTECO)

ARTE E MEDIUM:
STRUMENTI DI DIVULGAZIONE E DIFFUSIONE
h. 10.30 La sfida delle stampe oggi: ricerca, tutela e valorizzazione (Chiara Gauna, Università degli Studi di Torino, Dipartimento di Studi Storici)

h. 11.00 Print Culture as a Media Archaeological Mirror (Erkki Huhtamo, University of California, Department of Design Media Arts – Department of Film, Television, and Digital Media, Los Angeles)

h. 11.30 COFFEE BREAK

h. 11.45 VISIONI CONTEMPORANEE:
IL CASO DEL BRITISH MUSEUM
The digitisation of the collection of prints at the British Museum (Francesca Guglielmini, The British Museum, Department of Prints and Drawings, Londra)

h. 12.10 RETI E DIALOGO TRA ISTITUZIONI CULTURALI: MODELLI DAL PASSATO E CONSIDERAZIONI NELL’OGGI
Una ricognizione della situazione museale torinese nella seconda metà del XIX secolo (Federica Panero, PhD Storia del Patrimonio storico-artistico)

h. 12.30 Una ricognizione della situazione contemporanea dei fondi di stampe cittadini:
Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino (Giuseppina Mussari, Biblioteca Reale, Musei Reali Torino)
Accademia Albertina delle Belle Arti

h. 13.00 PAUSA PRANZO

h. 14.30 PRATICHE DI RIORDINO E DIGITALIZZAZIONE
La campagna di schedatura di un fondo di stampe: riflessioni, temi e problemi (Martina Furno, Orso Maria Piavento, Ersilia Rossini, Beatrice Zanelli, ARTECO)

h. 15.00 MODALITÀ DI APPROCCIO ALL’ARCHIVIO
Presentazione del lavoro degli artisti nell’ambito del progetto present_continuous
(Alessandra Messali e Ryts Monet [Enrico De Napoli])

ARCHIVIO COME DISPOSITIVO
h. 15.30 Per il futuro. L’archivio come gesto artistico (Cristina Baldacci, Università Ca’ Foscari, Venezia – ICI Berlin Institute for Cultural Inquiry, Art History, Visual Studies, Aesthetics, Berlino)

h. 15.50 Appunti per una ricerca sull’obliescenza e sulle funzioni dell’archivio (Vincenzo Estremo, NABA, Dipartimento di Arti Visive e Studi Curatoriali, Milano)

h. 16.10 La funzione politica dell’archivio. Pratiche e metodi nell’arte contemporanea (Marco Scotini, NABA Dipartimento di Arti Visive e Studi Curatoriali, Milano)

CONCLUSIONI

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Un fondo di stampe databili tra il XVI e il XIX secolo conservato in un deposito bibliotecario oggi a cosa serve? Cosa può dirci dell’epoca in cui è stato costituito e riordinato? Come queste informazioni possono farci riflettere su tematiche odierne? Un artista può mettere in luce ciò che dell’antico permane nel presente e ripensare ciò che la storia ha cristallizzato, attivandosi come motore di immaginari condivisi?

A seguito di un open call residency artist (BANDO) due giovani artisti under 40 sono stati chiamati a rileggere e attualizzare il patrimonio in un processo di attribuzione e condivisione del valore culturale, attraverso la produzione di nuove opere, volte a creare percorsi di senso e narrazione, la cui restituzione al pubblico avrà luogo nella primavera del 2019.

I due artisti selezionati sono Alessandra Messali e Ryts Monet.


Alessandra Messali
La sua ricerca si rivolge all’identificazione di imperfezioni nel processo di definizione, trasmissione e consumo della memoria – personale/collettiva – e della conoscenza. La sua area di interesse include politiche della rappresentazione, studi post-coloniali e neo-coloniali e processi di ibridazione identitaria e territoriale. In questo percorso la figura dell’amatore e l’idea di amatoriale, rappresentative dell’autonomia di pensiero e della libertà di linguaggio, ritornano come costante tematica e formale in diversi lavori.

Alessandra Messali (Brescia, 1985) vive e lavora a Venezia. Dopo essersi diplomata presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, si laurea in Progettazione e Produzione delle Arti Visive presso lo IUAV di Venezia, dove dal 2012 collabora alla didattica con l’artista Antoni Muntadas. Il suo lavoro è stato presentato in istituzioni e festival quali Il Museo della Specola di Bologna (Bologna, IT), l’Assam State Museum (Guwahati, IND), Fundación Botin (Santander, SP), Tram Diogene (Torino, IT), Museo d’Arte Contemporanea di Lissone (Lissone, IT), Galleria Comunale d’Arte Contemporanea Monfalcone (Monfalcone, IT), Fondazione Bevilacqua la Masa (Venezia, IT) e FILMAKER DOC 14, Spazio Oberdan (Milano, IT).


Ryts Monet (Enrico De Napoli)
Attraverso uno sguardo incentrato sulle costanti del paesaggio antropizzato e sui simboli a cui esso riconduce, la ricerca artistica di Ryts Monet focalizza la propria indagine su fenomeni culturali e politici ed economici della società contemporanea. Le sue opere sono spesso il frutto di un’alterazione di materiali pre-esistenti ; oggetti evocativi attraverso i quali, con il supporto di diversi media, apre riflessioni sull’errore, la copia e le fratture del nostro periodo storico.

Ryts Monet (Bari, 1982) vive e lavora a Vienna si é laureato in arti visive allo IUAV di Venezia. Ha partecipato a numerose mostre in Italia e all’estero presso musei e spazi espositivi, tra cui: 6. MOSCOW INTERNATIONAL BIENNALE FOR YOUNG ART, Mosca (2018), MEDITERRANEA 18, YOUNG ARTIST BIENNALE, Tirana (2017), Kunsthaus Graz(2016); Stedelijk Museum Bureau, Amsterdam (2015); PAN, Palazzo delle Arti di Napoli(2013); 15th Tallinn Print Triennial presso KUMU Art Museum. Nel 2014 ha presentato la mostra personale Sisters in Giappone, presso Gallery Coexist-Tokyo, con il supporto dell’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo e Movin’Up, un programma del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Gai – Giovani Artisti Italiani. Dal 2015 collabora con la Galleria Michela Rizzo di Venezia.


La residenza è parte dell’iniziativa present-continuous – vincitore del bando Funder 35 – che intende potenziare le attività legate alla valorizzazione dei beni culturali attraverso la ricerca e la produzione artistica contemporanea, connessione ritenuta alla base della natura stessa di ARTECO e strumento utile a mettere in luce la permanenza dell’antico nel presente, inteso non come deposito passivo della memoria storica ma come strumento vivo di cittadinanza e stimolo per la creatività e il lavoro culturale.

Gli standard museali normati dall’ICOM (International Council of Museums) sul ruolo del museo (o ente pubblico con analoghe funzioni) nella nostra società pongono l’accento sull’accessibilità e il coinvolgimento attivo dei pubblici, mettendo in evidenza come le collezioni museali non sono solo depositi inerti di materiale ma hanno le potenzialità per raccontare storie e creare connessioni e consapevolezza tra queste e i pubblici.

In modo analogo anche nel dibattito artistico contemporaneo si pone l’accento sul…

…contributo in termini di esperienza e di ricerca degli artisti, a cui il museo, la biblioteca o l’archivio non dovrebbe assicurare tanto un riconoscimento del percorso compiuto e del lavoro già realizzato quanto l’opportunità di un
dialogo con i diversi attori del sistema dell’arte (il pubblico, i critici, i curatori, i collezionisti…). (S. Zuliani)

La collaborazione fra ente pubblico e terzo settore, pur offrendo significative opportunità di intervento, può risultare inefficace se non rivolta ad avvicinare i nuovi pubblici, i giovani in modo particolare, alla conoscenza, alla lettura e alla comprensione della pubblica utilità del bene culturale sul territorio.

Viceversa, i linguaggi artistici contemporanei, così come le professioni creative legate alla produzione culturale del terzo settore, costituiscono un bacino vitale di esperienze e pratiche sempre più orientate al pubblico e in grado di produrre dispositivi narrativi capaci di arrivare tanto agli addetti ai lavori quanto a un’audience generica.

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Il progetto partito da una fase di studio di settore rivolto a individuare le best-practice legate al lavoro delle realtà indipendenti impegnate su questo fronte in Italia, prosegue con la realizzazione di due percorsi “pilota” con la collaborazione della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino.

Un team di storici dell’arte sarà impegnato a studiare, catalogare e digitalizzare parte del fondo storico delle stampe della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, con particolare riferimento agli album ordinati dal collezionista e conoscitore piemontese Giovanni Volpato negli anni Sessanta dell’Ottocento, un nucleo di eccellenza cospicuo e ancora poco esplorato del patrimonio dell’ente.

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Tra il 1860 e il 1890 Torino vive un periodo storico culturalmente fertile, parallelo ad una riorganizzazione politica, nel quale quattro istituzioni del contesto cittadino, l’Accademia Albertina, la Biblioteca Nazionale Universitaria, la Galleria Sabauda (Regia Galleria) e la Biblioteca Reale, sembrano congiunte da medesimi interessi legati alla volontà di dare rilievo alle proprie raccolte di stampe: allora coacervi di stimoli non solo volti alla didattica, ma anche alla conoscenza dei grandi maestri. Uno tra i protagonisti di questa storia è il conoscitore Giovanni Volpato, che si occupa di riordinare i fondi della Biblioteca Nazionale e dell’Accademia Albertina, creando degli album definibili veri e propri atlas costituiti da stampe ritagliate, incollate e giustapposte. Alcuni di questi album, ordinati tematicamente per scuola italiana, francese e scuola fiamminga, saranno lo spunto dai quali partire, testimonianza di confronti desiderati al fine di creare connessioni in costante divenire.

Agli artisti si chiederà quindi di rinnovare la percezione dell’archivio e delle collezioni in deposito come spazi assopiti, contribuendo a provocare cortocircuiti, stimolare dibattiti e dare voce a urgenze sociali e culturali del nostro tempo.


Nato nel 2012 nell’ambito della Commissione per le Attività e i Beni Culturali dell’Acri – l’associazione delle fondazioni – Funder35 sostiene, accompagna e rafforza le giovani imprese culturali, sia sul piano organizzativo che gestionale, premiando l’innovatività e favorendo la sostenibilità.

Il Bando è stato promosso da: Compagnia di San Paolo, Fondazione Cariparma, Fondazione Cariplo, Fondazione Cariverona, Fondazione Cassa di Risparmio della Spezia, Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo,
Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, Fondazione CON IL SUD, Fondazione CR Firenze, Fondazione CRUP, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Fondazione di Sardegna, Fondazione Livorno, Fondazione Sicilia. Con il patrocinio dell’Acri.


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The project – winner of the contest Funder35 2016 – aims to the enhancement of cultural heritage through research and contemporary artistic production, a connection believed to be at the basis of ARTECO mission and as a useful tool to highlight the permanence of the ancient in present time, if understood not as a passive storage of historical memory but as a living instrument of citizenship and stimulus for creativity and cultural work.

The project starts with a pre-projectual phase based on a sector-study aimed at identifying the test practices related to the work of the most interesting independent organizations involved in this field in Italy with the cooperation of the National University Library of Turin (Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino).

A team of art historians will be put in charge of studying, cataloguing and digitalizing the historical record of the prints of the National University Library of Turin with a focus on the albums arranged by the Piedmontese collector and connoisseur Giovanni Volpato in the 1860s, a core of significant excellence being part of the still little explored heritage of this institution. Alongside, after an open call residency artist (Bando), two young artists, both under 40, will be requested to revise and modernize the heritage through a process of attribution and condivision of the cultural value, thanks to the production of new artworks aimed at creating narrative and meaningful paths whom exhibition will take place in spring 2019.

A collection of prints dating between the 16th and 19th century housed in a library depot, what use does it have today? What can it tell us about the age it was constituted and reorganized? How can this information make us think about current matters? Can an artist shed light on what of past ages remains in the present and rethink what history has crystallized, acting as a motor of shared consciousness?

Between 1860 and 1890 Turin experienced a thriving historical phase, parallelled by a political reorganisation, in which four city institutions – the Accademia Albertina, the Biblioteca Nazionale Universitaria, the Galleria Sabauda (Regia Galleria) and the Biblioteca Reale – seemed to be joined by the same interest in giving relevance to their prints collections: at the time, prime movers not only in education, but also in the knowledge of old masters.

Among the key players in this history is connoisseur Giovanni Volpato, who reorganized the collections in the Biblioteca Nazionale and the Albertina, creating albums which can be defined as actual atlases made up of prints cut out, pasted and juxtaposed. Some of these albums – thematically ordered by French school and Flemish school – would be the starting point for studies devoted to creating ever-changing connections.

The artist and/or collective is therefore required to renew the perception of the archive and the collections in storage as slumbering spaces, helping create short circuits, prompt debates and give voice to the social and cultural emergencies of our time.


Born in 2012 thanks to the Commission for the Cultural Heritage and Activities ACRI – Association of foundations – Funder35 supports, accompanies and strengthens the young cultural enterprises, both by an organizational and managerial point of view, rewarding innovation and promoting sustainability.

The call was promoted by: Compagnia di San Paolo, Fondazione Cariparma, Fondazione Cariplo, Fondazione Cariverona, Fondazione Cassa di Risparmio della Spezia, Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, Foundation of Cuneo Savings Bank Foundation Cassa di Lucca, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Foundation of Padua Savings Bank and Rovigo, Foundation in Turin Savings Bank, Foundation WITH tHE SOUTH, Fondazione CR Firenze, Fondazione CRUP, Fondazione Monte di Bologna and Ravenna, Sardinia Foundation Livorno Foundation, Foundation Sicily. With the patronage of ACRI.