Il bello deve ancora venire | The best is yet to come

 

Considerando l’esperienza dell’arte come agente “tras/form/attivo” (C. Seia, 2013), si intende avviare una riflessione attorno alle tematiche della diversità e dell’inclusione socioculturali, indagando l’arte e la creatività quali strumenti di
(auto)rappresentazione di differenze culturali e input di empowerment culturale, attraverso pratiche plurali di arte condivisa.

Il bello deve ancora venire | The best is yet to come è un progetto pilota che vuole attivare dei processi partecipati che agevolino lo scambio relazionale e promuovano l’innovazione sociale, creando opportunità formative e creativo/artistiche per le nuove generazioni, accomunate da bisogni di protagonismo e di riconoscimento delle loro potenzialità.

Il progetto prende le mosse da una considerazione del Giudice del Tribunale per i Minori di Torino, Dante Maria Cibinel, relativamente alle Comunità residenziali: “In questi luoghi deve entrare in azione la bellezza” e ha come obiettivo la realizzazione di interventi che possano portare al miglioramento degli spazi di vita condivisa favorendone la (ri)appropriazione, l’interpretazione e la risignificazione.

Cinquanta adolescenti ospitati da Comunità residenziali educative per minori e dieci studenti dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, guidati da giovani professionisti attivi nei settori del design e dell’architettura (Studio Fludd, Studio TUTA, Izmade e Viola Gesmundo), saranno i protagonisti del progetto. Oggetto degli interventi saranno gli spazi abitativi delle quattro Comunità coinvolte sul territorio torinese: CER Passoni 18 (Coop. San Donato), CEM Valpiana (Coop.Valpiana), CER Giulia (Coop. Mirafiori), CER minori Cascina “La Luna” (Coop. Soc. P. G. Frassati). Sale, corridoi, spazi di transito: gli ambienti che gli adolescenti vivono quotidianamente saranno al centro di percorsi di esplorazione, conoscenza e condivisione che porteranno a azioni di trasformazione ideate e realizzate con la partecipazione di tutti gli attori coinvolti.

A restituire visivamente le dinamiche trasformative innescate dai workshop interverrà lo sguardo della fotografa Francesca Cirilli, che indagherà le tracce degli abitanti all’interno degli spazi, prima e dopo l’avvio delle attività.


schermata 2019-01-28 alle 19.58.24

Un  progetto a cura di Arteco (Beatrice Zanelli e Marta Di Vincenzo) e Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, in collaborazione con l’Assessorato al Welfare, Divisione Servizi Sociali Area Politiche Sociali – Servizio Minori e Famiglie della Città di Torino e la Fondazione per l’Architettura, con il patrocinio della Città di Torino e il sostegno di Compagnia di San Paolo e Lions Club Torino Host Regio.

Annunci